Un componente cilindrico rotante, oggetto di questo intervento, presentava due zone con esigenze molto diverse tra loro: una superficie centrale sottoposta a forte abrasione da materiale in transito, e una fascia laterale esposta invece a urti ricorrenti durante le fasi di carico. Trattare l'intero pezzo con un solo materiale d'apporto avrebbe significato scendere a un compromesso su una delle due zone. La soluzione è stata combinare due riporti diversi sullo stesso componente.
Zone diverse, materiali diversi
Sulla fascia centrale, quella a diretto contatto con il materiale abrasivo, è stato applicato un riporto in carburo di tungsteno, per la sua resistenza all'usura da attrito continuo. Sulla fascia laterale, più esposta a urti, il riporto è stato invece eseguito in cromo-vanadio, materiale più tenace e meno soggetto a microfratture sotto carico dinamico. Il confine tra le due zone è stato definito con precisione in fase di analisi del componente, sulla base delle sollecitazioni reali rilevate in esercizio.
Gestione della zona di transizione
Il punto più delicato dell'intervento è la zona di passaggio tra i due materiali: un cambio brusco potrebbe generare una discontinuità meccanica che diventa essa stessa un punto debole. Per questo la transizione tra tungsteno e vanadio è stata eseguita con una leggera sovrapposizione delle due passate, evitando un confine netto e riducendo il rischio di cricche proprio nella zona di giunzione.
Un approccio su misura
Interventi combinati come questo richiedono un'analisi preliminare più approfondita rispetto a un riporto singolo, ma permettono di ottimizzare la resistenza del componente zona per zona, invece di applicare una soluzione unica a un problema che in realtà cambia lungo la superficie del pezzo. È un approccio che NioStele valuta ogni volta che un componente presenta condizioni di lavoro non uniformi.
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